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Barbarie a Crotone      
  26 giugno 2009
 

Spari durante una partita di calcetto. Morto un trentacinquenne, otto feriti, gravissimo un undicenne



CROTONE. Gli inquirenti non tralasciano alcuna pista nelle indagini sulla sparatoria avvenuta l’altro ieri sera su un campo di calcetto in contrada Margherita, alla periferia nord di Crotone. Gli investigatori della squadra mobile diretti dal vicequestore Angelo Morabito stanno vagliando tutti gli elementi utili ad identificare l’uomo che, spuntato all’improvviso da dietro un manufatto adibito a magazzino, ha sparato all’impazzata con un fucile, attraverso la rete metallica, su un gruppo di giovani intenti, come ogni giovedì, a disputare una partita di calcetto. I colpi esplosi dall’arma hanno raggiunto nove persone; Gabriele Marrazzo, 35 anni, di Crotone, raggiunto alla testa da un pallettone che è entrato d allo zigomo destro fuoriuscendo dalla nuca, è morto al suo arrivo all’ospedale San Giovanni di Dio. E alla testa è stato raggiunto anche un bambino di 11 anni che nella notte è stato trasferito all’ospedale Pugliese di Catanzaro dove è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico ed ora è in coma profondo. Le sue condizioni, anche per la perdita di materia cerebrale, restano disperate. Il bambino era andato a giocare insieme al padre. Feriti in modo lieve alle mani, alle spalle, alle braccia, gli altri sette giovani, alcuni dei quali hanno lasciato l’ospedale subito dopo essere stati medicati. Nella notte e ancora nella giornata di oggi, gli uomini della squadra mobile hanno effettuato perquisizioni e controlli in città e nel circondario; alcune persone sono state sottoposte all’esame dello stub. Sul posto dove era appostato l’assassino gli agenti hanno rinvenuto le borre vuote di cinque cartucce calibro 12 per fucile. Il sospetto è che ad attenderlo nei pressi ci fosse un’auto con la quale si è dileguato nel buio della campagna. A prescindere dalle modalità con le quali è stato commesso il delitto, che fanno escludere l’intervento di killer esperti, gli investigatori della mobile sembrano ormai convinti che l’obiettivo prescelto dell’assassino, probabilmente mosso da un forte sentimento di vendetta, fosse proprio Gabriele Marrazzo. E per questo stanno scavando nel passato della vittima per trovare elementi che possano aiutarli a decifrare quanto è accaduto e a identificare l’assassino. È emerso che Marrazzo nel 1996 venne arrestato dai Carabinieri di Crotone per detenzione di un caricatore di pistola e di alcune munizioni. Poi l’uomo era andato a vivere in Germania dove era finito nei guai con la giustizia per il furto d’una autovettura e dove nel frattempo si era separato dalla moglie, una giovane donna crotonese dalla quale ha avuto una figlia che oggi ha 15 anni. Un anno addietro era rientrato a Crotone, ma attualmente non svolgeva alcun lavoro. Gli inquirenti non escludono che Marrazzo fosse entrato in contatto con ambienti malavitosi e per questo la pista che battono con maggiore insistenza è quella che porta alla criminalità. Intanto il leader del movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, dopo “il grave fatto di sangue di Crotone, parla di “barbarie inaudita”, esprime “grande preoccupazione per il ripetersi di episodi di violenza davanti a bambini e ragazzini” e chiede al Governo un “intervento immediato, un decreto ad hoc che preveda un inasprimento della pena per questo tipo di reato che mette a rischio l’incolumità e la vita dei bambini. A Crotone si è consumato un grave fatto di sangue e si è sfiorata una tragedia ancora più grave di quella accaduta. Quei colpi sparati sulla vittima avrebbero potuto provocare una strage di ragazzini innocenti. Ancora una volta si è sparato in presenza di bambini e ragazzini che hanno rischiato di venire tutti colpiti, uno di loro purtroppo è rimasto gravemente ferito e lotta tra la vita e la morte, esattamente come è accaduto, in Calabria, al piccolo Antonino di Melito Porto Salvo. Un fatto gravissimo. Chi spara davanti a dei bambini sapendo di poter colpire e uccidere un piccolo innocente è il peggiore dei criminali, non merita alcuna pietà. Basta con la violenza sui bambini e ragazzini! Occorre reagire. Far capire che i bambini bisogna rispettarli, che a nessuno, neanche a un criminale, è consentito di sparare mettendo a rischio la loro vita. Diritti Civili - conclude Corbelli - chiede ancora una volta al Governo un intervento immediato, un decreto ad hoc che inasprisca la pena, sino all’ergastolo, per chiunque spari e metta rischio la vita o faccia del male ad un bambino o ragazzino”. “Ancora una volta la Calabria teatro di una sparatoria che coinvolge gravemente ignari bambini e ciò sta diventando insopportabile”: a parlare è il presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, Antonio Marziale, consulente della Commissione parlamentare per l’Infanzia, a parere del quale “la dinamica, se generata da un raptus, è alquanto singolare, perché il soggetto eventualmente colpito da patologia non è in grado di prestare particolare attenzione ai dettagli, come la postazione e l’individuazione di una via di fuga. In ogni caso potrebbe essere”. A parere del sociologo “se si tratta di agguato mafioso i contorni diventano ancora più gravi ed impongono una riflessione annosa e mai risolta. Non si può permettere ad oltranza che il crimine determini il destino della gente, esercitando un ormai istituzionalizzato diritto di vita o di morte. Quando volontariamente o involontariamente si colpisce un bambino - conclude Marziale - l’intera comunità è chiamata a reagire concretamente, soprattutto quella istituzionale, rifuggendo da slogan ad effetto utili soltanto ad offendere la coscienza collettiva”.

 
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