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Salumi scaduti con l’etichetta falsa      
  10 agosto 2009
 

Operazione del Nas dei Carabinieri di Catanzaro. Sequestrate tre tonnellate di prodotti


LAMEZIA TERME. Operazione contro il riciclaggio di prodotti alimentari scaduti e pronti per essere immessi sul mercato con una nuova etichetta che ne spostava in avanti nel tempo la scadenza. È stata condotta dai carabinieri del Nas di Catanzaro, in collaborazione con la Compagnia Carabinieri di Lamezia Terme (Catanzaro), al termine di una mirata attività ispettiva effettuata nei confronti di un deposito alimentare di Pianopoli (altro centro della provincia di Catanzaro) operante nel settore dei prodotti tipici calabresi. I militari hanno sequestrato oltre 3 tonnellate di salumi e prodotti carnei confezionati (salsicce, soppressate e pancette), già scaduti di validità da diversi mesi e pronti per essere rietichettati con date di scadenza illecitamente prorogate. Infatti sono state trovate circa 500 etichette, del tutto simili a quelle già applicate sui prodotti sequestrati, ma riportanti una data di scadenza posticipata di alcuni mesi, e l’apposizione di tali etichette sulle confezioni ne avrebbe consentito all’azienda in questione la vendita, ingannando però il consumatore che, di fatto, avrebbe acquistato un prodotto alimentare già scaduto. Il valore degli alimenti sottratti alla distribuzione commerciale, che verranno avviati alla distruzione, ammonta a circa 50mila euro. La titolare dello stabilimento è stata denunciata per frode nell’esercizio del commercio. Tenere alta la guardia contro le frodi a tavola per le quali si è registrato un vero boom con un aumento del 32% nel valore dei sequestri nel 2008. È quanto afferma Coldiretti elogiando l’operazione dei carabinieri del Nas di Catanzaro che hanno sequestrato 3 tonnellate di salumi tipici della regione scaduti, rietichettati con data di scadenza illecita. “Nel 2008 - ricorda in una nota la Coldiretti - il valore dei cibi e delle bevande sequestrate dai carabinieri dei Nas nella lotta contro le frodi e le sofisticazioni ha raggiunto un totale di quasi 159 milioni di euro grazie alle 27.633 ispezioni effettuate”. I settori maggiormente interessati sono quelli delle carni e degli allevamenti (32% del valore sequestrato), delle conserve alimentari (31%), dei vini e degli alcolici (16%) del latte e derivati (11%) e della ristorazione (1%). “Il rischio di smercio di prodotti spesso simboli dell’agroalimentare italiano senza i requisiti sanitari - conclude la Coldiretti - assume un valore che va ben al di la della situazione specifica e va per questo combattuto con decisione. E con la crisi aumentano i rischi di sofisticazioni, visto che la ridotta capacità di spesa spinge a risparmiare sugli acquisti di alimenti”.

 
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