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Bomba alla procura di Reggio: decisione condivisa dalle cosche della ndrangheta? |
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4 gennaio 2010
Le Ndrine reggine avrebbero firmato un “messaggio” comune
REGGIO CALABRIA. La bomba fatta esplodere davanti alla Procura generale di Reggio Calabria sarebbe il frutto di una ‘‘decisione condivisa” da buona parte delle cosche più importanti della ‘ndrangheta. È questa una delle ipotesi, secondo quanto si apprende, su cui si starebbero concentrando inquirenti ed investigatori che stanno indagando per accertare la matrice dell’attentato compiuto all’alba di ieri. Dagli elementi emersi finora e dall’analisi delle ultime operazioni di polizia che hanno colpito duramente le organizzazioni, non sarebbe comunque ancora stato possibile inquadrare al momento a quale cosca appartengano gli affiliati che hanno materialmente piazzato la bomba. Quel che sembra però emergere con certezza dalle analisi degli esperti, è che una decisione di questo tipo - con il duplice obiettivo di alzare il livello di scontro e di mandare un messaggio chiaro a magistrati ed investigatori - sia stata, sottolineano fonti investigative, “condivisa” dai vertici di diverse ‘Ndrine. Sia di quelle direttamente coinvolte nei procedimenti d’appello, sia di quelle che sono state duramente colpite dai sequestri e dalle confische, sia, infine, da quelle che non sono direttamente interessate dalle indagini della procura di Reggio Calabria ma che sarebbero state “contattate” per avallare il progetto.
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