Allarme della Slc-Cgil: “Il settore dei call center è al collasso, 1.500 posti sono a rischio”
Il settore Crm/Bpo – i call center che gestiscono le relazioni tra aziende e clientela – sta affrontando una crisi senza precedenti. Sono decine le vertenze aperte, in 1500 rischiano il lavoro e si aggiungono ad altri 5mila che vanno avanti con gli ammortizzatori sociali. E’ quanto si legge in una nota della Slc-Cgil che fa il punto sulla situazione in tutta Italia e che con Fistel Cisl, UilFpc si dice pronta alla mobilitazione e allo sciopero.
“Sono 316 tra Campobasso e Sulmona dipendenti dell’azienda 3G in procedura di licenziamento, a rischio per effetto di un cambio di appalto nelle attività di Enel back-office e quality, che genera esuberi a causa dell’introduzione di processi di automazione (Intelligenza Artificiale). E sempre l’Intelligenza Artificiale – che riduce i volumi di attività – è alla base della procedura di licenziamento che coinvolge 55 dipendenti dell’azienda In&Out tra Roma e Taranto. A Livorno 76 di dipendenti di Konecta sono in solidarietà all’80%, ammortizzatore sociale che cesserà a fine anno”, si legge.
“La prospettiva del licenziamento a fine 2026 li accomuna ai 340 colleghi di Matera, dipendenti Callmat, oggi in solidarietà al 25% con prospettiva di peggioramento a breve. Contratti di solidarietà all’80% anche per i 652 dipendenti di Konecta R collocati tra Rende, Catanzaro e Crotone”.
Slc Cgil, Fistel Cisl, UilFpc, da mesi hanno chiesto un tavolo di confronto per governare le ricadute della massiccia introduzione di strumenti di automazione. “Una trasformazione questa che se non può essere impedita deve essere assolutamente governata”, afferma Slc Cgil -. “Fondamentale è il richiamo alla responsabilità sociale delle committenze: si tratta di aziende a capitale pubblico e private, con fatturati miliardari, spesso con extraprofitti, i loro ricavi aumentano mentre si contraggono il costo del lavoro e l’occupazione. Non è accettabile”.
“Sono 316 tra Campobasso e Sulmona dipendenti dell’azienda 3G in procedura di licenziamento, a rischio per effetto di un cambio di appalto nelle attività di Enel back-office e quality, che genera esuberi a causa dell’introduzione di processi di automazione (Intelligenza Artificiale). E sempre l’Intelligenza Artificiale – che riduce i volumi di attività – è alla base della procedura di licenziamento che coinvolge 55 dipendenti dell’azienda In&Out tra Roma e Taranto. A Livorno 76 di dipendenti di Konecta sono in solidarietà all’80%, ammortizzatore sociale che cesserà a fine anno”, si legge.
“La prospettiva del licenziamento a fine 2026 li accomuna ai 340 colleghi di Matera, dipendenti Callmat, oggi in solidarietà al 25% con prospettiva di peggioramento a breve. Contratti di solidarietà all’80% anche per i 652 dipendenti di Konecta R collocati tra Rende, Catanzaro e Crotone”.
Slc Cgil, Fistel Cisl, UilFpc, da mesi hanno chiesto un tavolo di confronto per governare le ricadute della massiccia introduzione di strumenti di automazione. “Una trasformazione questa che se non può essere impedita deve essere assolutamente governata”, afferma Slc Cgil -. “Fondamentale è il richiamo alla responsabilità sociale delle committenze: si tratta di aziende a capitale pubblico e private, con fatturati miliardari, spesso con extraprofitti, i loro ricavi aumentano mentre si contraggono il costo del lavoro e l’occupazione. Non è accettabile”.

