Calcio, l’Italia non centra la qualificazione al Mondiale. Gattuso ha comunque tanti meriti e ha raggiunto diversi obiettivi. Le riflessioni del giorno dopo

Calcio, l’Italia non centra la qualificazione al Mondiale. Gattuso ha comunque tanti meriti e ha raggiunto diversi obiettivi. Le riflessioni del giorno dopo

di Redazione sportiva

L’Italia non centra la qualificazione al Mondiale. Nella tetra serata nel fatiscente e infuocato stadio di Zenica, la Bosnia infligge una sconfitta amarissima alla Nazionale Italiana nella tremenda lotteria dei calci di rigore. Oggi l’Italia deve ingoiare questo boccone, è il momento della riflessione su piu’ fronti. Riflessione che necessitava anche in caso di accesso alla qualificazione, che probabilmente avrebbe mascherato carenze ed emergenze decennali del sistema calcio italiano.

LA PARTITA IN SINTESI /E’ stata una gara per cuori forti, in cui è successo un po’ di tutto. L’Italia di Gattuso regge benissimo la pressione all’inizio, tiene il campo con personalità e al 15′ batte anche il primo colpo: il portiere bosniaco Vasilj perde un pallone banale sbagliando il rinvio, Barella lo cattura e innesca prontamente Kean che scarica con forza e potenza un destro di prima intenzione implacabile nell’angolino, vantaggio Italia. La Bosnia prova a reagire ma accusa fortemente il colpo. Prova a sfondare con alcuni cross dalle fasce ma la difesa di Gattuso non rischia. Al 41′ l’episodio chiave che cambia la gara: un rinvio corto di Donnarumma mette in difficoltà il reparto difensivo, Demirovic scippa il pallone e si invola verso la porta, Bastoni è in ritardo e lo abbatte a terra: espulsione diretta per l’interista. Il tecnico di Corigliano cambia immediatamente Retegui con Gatti mentre la Bosnia aumenta la pressione per sfruttare la superiorità numerica. Donnarumma risponde alla grande con i guantoni su una sassata da lontano di Memic. Ad ogni modo si va all’intervallo sul vantaggio italiano. Nel secondo tempo, in 10 contro 11, diventa un autentico assedio dei padroni di casa spinti dalla bolgia dello stadio “Bilino Polje”. Il nuovo entrato Alajbegovic fa impazzire Dimarco che soffre troppo e fa partire traversoni sempre piu’ pericolosi per la testa di Dzeko e Demirovic ma Donnarumma si salva piu’ volte. Intanto in contropiede l’Italia ha una super chance con  Moise Kean che si autolancia in contropiede ma, solo davanti a Vasilj, spara alto con potenza quando bastava appoggiare morbidamente con uno scavetto sul portiere quasi battuto. Lì la Bosnia riprende fiducia e si catapulta in avanti, trovando la rete del pari al 78′ sull’ennesimo cross da destra di Alajbegovic mal controllato da Dimarco che stavolta Tabakovic, appena entrato per Basic, spinge in porta, 1 a 1. L’Italia avrebbe l’occasione per colpire dinuovo ma il giovane Pio Esposito, da poco entrato per Kean, si divora il vantaggio calciando alto. Dall’altra parte super Donnarumma evita il secondo gol bosniaco almeno due volte su tiri velenosi da breve distanza. Nel finale possibilità immensa anche per Di Marco che strozza malamente il sinistro e tira largo sul fondo. L’arbitro fischia tre volte e si va ai supplementari dove la Bosnia preme con forza ma l’Italia resiste con personalità. Il risultato nell’extratime non cambia, per cui saranno i rigori a decidere l’epilogo di questo spareggio per il Mondiale. Per l’Italia falliscono Esposito (alto) e Cristante (traversa piena), i bosniaci invece li infilano tutti e festeggiano il passaggio del turno nella bolgia di Zenica.

RIFLESSIONI /Gattuso ha diretto come sempre con grande cuore e attenzione i suoi ragazzi dalla panchina, vivendo i momenti del match con la nota passione e costante trepidazione. Al fischio finale, con le lacrime agli occhi, ha chiesto scusa ai tifosi in diretta nazionale per non essere riuscito a centrare la qualificazione. Il ct probabilmente ha i suoi demeriti per cio’ che riguarda la gara di ieri:  poteva sostituire prima Dimarco, in costante affanno specie con Alajbegovic, e poteva evitare di cambiare Locatelli e Barella, autentici baluardi a centrocampo, e Kean, che era stato devastante e sembrava avere ancora tanta birra in corpo. Non felicissima la scelta neppure di mandare dal dischetto come primo il giovane Pio Esposito, il quale ha sentito fortemente la tensione che lo ha tradito. Inoltre, probabilmente ha sbagliato qualche convocazione e a non convocare calciatori di qualità come Zaniolo e Orsolini. Ma Gattuso ha anche tanti meriti, in primis quella di aver accettato questa sfida difficile in un momento in cui tutto sembrava già compromesso, oltre a essere riuscito a far riesplodere l’entusiasmo del popolo per una Nazionale un po’ troppo fighetta, tornata con lui molto piu’ popolare e vicina alla gente, avviando dunque un’operazione “simpatia” che deve proseguire. E ha costruito un gruppo solido che ha dimostrato di crescere partita dopo partita e ha fatto una buona rimonta nel girone. Gli è mancata un pizzico di fortuna nell’ultima gara, senza il rosso a Bastoni e gli errori madornali sotto porta ce l’avrebbe fatta. La Calabria ha fortemente tifato per lui, che incarna lo spirito di sacrificio, la passione e la capacità di emozionarsi ed emozionare.