Cassano, rogo di sterpaglie: nessun danno al museo archeologico di Sibari
Un vasto incendio di sterpaglie è divampato ieri sera in contrada “Casone – Laghi di Sibari” nel territorio del comune di Cassano, nelle vicinanze del museo Archeologico Nazionale della Sibaritide. Sulle cause del rogo indagano i carabinieri della compagnia di Cassano. Le alte fiamme, solo grazie al pronto intervento e al duro lavoro dei vigili del fuoco del distaccamento di Castrovillari, non hanno raggiunto la struttura museale che custodisce un patrimonio archeologico di inestimabile valore. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, sono stati presenti il direttore del Parco Archeologico di Sibari e di Crotone, Filippo Demma, il personale del Museo e i carabinieri della compagnia di Cassano, che hanno provveduto a fare tutti i rilievi del caso per accertare, con sicurezza, le cause del rogo. “Ancora un incendio ai margini del museo archeologico di Sibari. Come ogni anno, a ridosso dell’estate, in aggiunta ad atti vandalici piccoli e grandi quali quelli, ad esempio, che nel 2025 portarono al danneggiamento delle idrovore a servizio di parte dell’area archeologica. Un rogo che fortunatamente, grazie all’intervento dei vigili del fuoco, non ha avuto alcuna conseguenza sulla struttura museale. Una buona notizia che, comunque, non cancella timori e preoccupazioni”, ha detto il sindaco di Cassano, Gianpaolo Iacobini.
“Il pericoloso incendio che ha colpito la zona circostante l’area archeologica di Sibari continua a segnare e segnalare un pericoloso capitolo sulla necessità di salvaguardia del patrimonio storico-ambientale e culturale della Sibaritide. Le fiamme, di vaste proporzioni, hanno rischiato di causare danni incalcolabili e irreparabili, compromettendo e minacciando la bellezza e il significato identitario che da secoli caratterizza questa terra. Se confermata la dolosità dell’incendio, – si legge in una nota congiunta diramata dalla federazione provinciale di Cosenza e dal circolo Avs di Cassano in merito al vasto incendio di sterpaglie che nella tarda serata di ieri ha lambito il Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide – l’atto non rappresenta solo un crimine contro l’ambiente, ma soprattutto un’aggressione alla nostra città, alla salute dei cittadini, alla memoria storica e al futuro delle nuove generazioni. Il tentativo di distruzione dell’area archeologica – sostengono i rappresentanti locali e della federazione cosentina di Avs – non può essere ignorato né minimizzato. È evidente che ci troviamo di fronte a un comportamento criminale che disprezza la collettività e il bene comune”. “Per questo motivo – proseguono – chiediamo con forza all’Amministrazione Comunale e alla Prefettura – evidenziano quelli di Avs – non solo una condanna ferma di questo gesto, ma un sforzo convinto di impegno per salvaguardare questo prezioso bene culturale del nostro territorio e per promuovere azioni di sensibilizzazione e contrasto a forme di espressione criminali che ignorano completamente il valore dei beni storico-artistici e ambientali. Non si può più tollerare questo scempio. Chiediamo azioni immediate e concrete da parte delle autorità competenti e aggiungiamo che è tempo di dire basta. È necessario – concludono – rafforzare le misure di profilassi e controllo per proteggere il territorio, Ma serve anche un cambio culturale profondo: educare alla sostenibilità, investire nella prevenzione e tutelare l’area archeologica come patrimonio inalienabile”.

