Corigliano, iniziative e festeggiamenti per la riapertura dello stadio

Corigliano, iniziative e festeggiamenti per la riapertura dello stadio

 

 

CORIGLIANO-ROSSANO /(CS)Le celebrazioni per la riapertura dello stadio di Corigliano, domenica scorsa 26 ottobre, sono state impreziosite dalla presenza di due vecchie glorie del calcio coriglianese. La lunga giornata calcistica, con tifo, entusiasmo calcio giocato, colori, momenti ufficiali e non, ha visto la partecipazione di due ex calciatori biancoazzurri come Tato Sabadini e Alfredo Canino. Invitati per l’occasione dall’Usc Corigliano e nella fattispecie dal club manager Antonio Mazziotti, compagno di squadra all’epoca di Sabadini e Canino, entrambi stati omaggiati prima della gara con targa ricordo, maglia e una cesta. Insieme a loro altre vecchie glorie come Giuseppe Cimino e Vincenzo Pacino che, tra ricordi ed un pizzico di nostalgia, hanno condiviso il fervore elettrizzante dello speciale evento. Felicità ben visibile sui volti di tutti domenica scorsa compresi quelli delle due vecchie glorie, ospiti speciali per la manifestazione della riapertura dello stadio. Sabadini, stella anche del Milan e difensore centrale ai tempi del Corigliano, nelle sue dichiarazioni ha asserito: «Nei due anni che ho giocato qui abbiamo fatto un terzo posto ed ho dei ricordi splendidi. È sempre bello tornare dove si sono intrecciati dei rapporti e delle amicizie e ringrazio la società per l’invito e per gli omaggi». E sul suo glorioso passato in rossonero ha aggiunto: «Con Milan ho vinto tre volte la Coppa Italia, su quattro finali giocate, e ho vinto la Coppa delle Coppe, giocando due edizioni. In Coppa Italia ho fatto anche più gol nel derby all’Inter che le è costato l’eliminazione». Sul rapporto tra il calcio di ieri e quello di oggi Sabadini ha rimarcato: «La differenza economica tra le due epoche è abissale. Oggi ci sono calciatori che segnano due gol e chiedono l’aumento. Ai nostri tempi si guadagnava il giusto e i soldi dell’ingaggio ci bastavano per vivere. Avevamo i premi partiti come aggiunta e per questo motivo la domenica dovevi pedalare il doppio per vincere. Oggi questo fattore non c’è nel calcio. Sul fronte tecnico è un tipo di calcio che non mi piace fatto di passaggetti col portiere e dove difficilmente si salta l’uomo e si fa la superiorità numerica. Sono un po’ più statici rispetto al nostro calcio stazionando sulle fasce. Ai miei tempi quando giocavo ala destra, tagliavo il campo e si innescava la sovrapposizione di un altro compagno di squadra. Adesso è difficile vedere questi meccanismi». Canino, in maglia biancazzurra centrocampista, ha toccato le corde più sentimentali nelle sue affermazioni: «Abbiamo giocato a Corigliano nei periodi del bel calcio. Anche il Corigliano visto oggi all’opera è messo bene in campo, giocano bene e con alcune individualità che vanno al di là della categoria. Penso che la società abbia fatto una grossa squadra. Voglio fare i complimenti alla dirigenza che fin da quando siamo arrivati questa mattina ci ha fatto rivivere le emozioni dei vecchi tempi. Fa piacere essere cullati e amati da questa popolazione. Oggi questa città è molto importante tra le realtà calabresi. Complimenti che vanno anche ai tifosi, organizzati e calorosi in tutto. Non nego che ho avuto la pelle d’oca quando li ho sentiti cantare e tifare per la propria squadra. Avere una società, una squadra e un tifo così è straordinario e bisogna fare risultati e vincere questo campionato. Ero e resto tifoso del Corigliano più di ieri. Personalmente dei nostri tempi ricordo tanti bei momenti e in particolare calciatori come Cairo in grado di far la differenza, Formaro, Nicolosi, Mazza, Mazziotti e diversi altri. In un campionato di oggi quella squadra del Corigliano potrebbe giocare senza dubbio tra i professionisti togliendosi grosse soddisfazioni». 

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