Il Giudice della Corte Costituzionale Francesco Saverio Marini premiato a Pentone: “Ogni passo nella mia carriera ispirato e supportato dai consigli e dall’esempio di mio padre Annibale, già presidente della Consulta”

Il Giudice della Corte Costituzionale Francesco Saverio Marini premiato a Pentone: “Ogni passo nella mia carriera ispirato e supportato dai consigli e dall’esempio di mio padre Annibale, già presidente della Consulta”

Ha riscosso particolare interesse nel pubblico, ma anche fra le più alte autorità istituzionali, l’intervento del giudice della Corte Costituzionale Francesco Saverio Marini, nel momento in cui ha ricevuto a Pentone il premio dall’Associazione Viva Vitalità Italiana Calabria presieduta da Amerigo Marino, realizzato dal Maestro Michele Affidato e che gli è stato consegnato dal prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa, nel corso della cerimonia moderata dal giornalista professionista Luigi Stanizzi. Presenti le massime autorità istituzionali e militari, il presidente della Provincia Mario Amedeo Mormile, il sindaco Vincenzo Marino, lo scultore Luigi Verrino. “Voglio anzitutto esprimere la mia sincera gratitudine al Presidente dell’Associazione, all’Associazione, al Maestro Michele Affidato, con il quale spero di avere prossimamente occasione di complimentarmi e di ringraziarlo di persona, al Prefetto che ha avuto la cortesia di premiarmi e per le bellissime parole che sono state spese nei miei confronti, che vanno ben oltre i miei meriti, e, in generale, a tutti coloro che hanno reso possibile questo riconoscimento e questo evento” -ha detto il Giudice costituzionale Saverio Marini. – Ricevere un premio per il lavoro svolto nel campo del diritto non è ovviamente solo un onore personale, ma l’attestazione di un impegno collettivo, che coinvolge i miei Maestri, i miei collaboratori e tutti coloro con cui nelle varie vesti professionali ho avuto l’occasione e l’opportunità di lavorare. Un impegno collettivo che abbraccia la trasmissione del sapere, la giustizia, le tradizioni culturali e familiari e il servizio alla comunità. Da giudice Costituzionale a presidente del Consiglio regionale, a sindaco, a presidente di associazione del terzo settore vale sempre il principio che dedicare tempo alla collettività, al bene comune, alle esperienze degli altri, e in particolare di coloro che sono stati meno fortunati, ascoltare le loro storie e lavorare assiduamente per migliorare la qualità della vita delle persone e trovare soluzioni eque è ciò che rende così gratificanti l’attività politica, come la funzione di giudice costituzionale o l’attività di professore o di avvocato.  Si tratta peraltro di un premio, non solo opera di un grande artista come Michele Affidato, ma che viene conferito da un’associazione che ha una denominazione molto evocativa: Viva Vitalità Italiana e che fa pensare ad una tradizione culturale e nazionale, come è quella italiana, attiva e dinamica”, ha aggiunto Marini. “Ho accolto con grande piacere l’invito del Presidente Marino per almeno tre motivi.  I primi due hanno carattere personale e il primo non può che riguardare la mia famiglia che ha origini calabresi, e pentonesi in particolare, delle quali non solo io, ma tutti noi Marini andiamo particolarmente fieri. Una specifica menzione all’interno della famiglia non la posso, però, non riservare, in questa occasione e in questa sede, a mio padre, che ha ottenuto un prestigioso riconoscimento da parte del Comune di Pentone qualche anno fa. Mio padre, come spesso accade nei rapporti familiari, ha avuto un ruolo cruciale nello sviluppo della mia personalità e, vista l’identità di interessi culturali, nella mia formazione professionale. Ogni passo che ho fatto nella mia carriera è stato ispirato e supportato dai consigli e dall’esempio di mio padre, una persona straordinaria, le cui intuizioni, la cui dedizione alla cosa pubblica, il cui alto senso istituzionale mi hanno ispirato a dare sempre il massimo nel lavoro. Ho avuto la fortuna di ripercorrere una buona parte della sua carriera professionale, dalla laurea in giurisprudenza, alla professione di avvocato, alla cattedra universitaria, al ruolo di prorettore e, da ultimo, alla carica di giudice costituzionale. Questo premio si inserisce, in fondo, in quel percorso, caratterizzato da una fortuna superiore alle attese. Percorso che ho seguito anche in ragione del legame affettivo con mio padre che va ben oltre l’ammirazione intellettuale e professionale.  Il secondo motivo riguarda tre amici carissimi che sono qui presenti, due dei quali, Giuseppe e Renato Marini, sono anche miei fratelli, e il terzo, Ulisse Corea, è come se lo fosse. Nella medesima formazione eravamo presenti proprio in questa sede alla consegna del premio a mio padre qualche anno fa, e sento di dover esprimere la mia gratitudine non solo per essere qui presenti anche oggi, ma perché ho condiviso con loro per intero la mia crescita umana e professionale, anche in termini di consigli e di supporto”, ha detto ancora il giudice Marini.