La Calabria punta sulla Transumanza come leva di sviluppo sostenibile, tutela della biodiversità e rilancio delle aree interne
La Calabria punta sulla transumanza come leva di sviluppo sostenibile, tutela della biodiversità e rilancio delle aree interne. È quanto emerso dal convegno ‘La Transumanza – tra identità culturale, biodiversità e sviluppo sostenibile’, ospitato oggi alla Cittadella regionale. Nel corso dei lavori il dirigente del settore Ambiente e Zootecnia della Regione, Giovanni Pandullo, ha illustrato i dati del comparto: in Calabria operano circa 450 aziende di bovini podolici, pari all’11% del totale nazionale, con circa 16mila capi (12% del patrimonio italiano).
“Per il sostegno al settore – ha detto Pandullo – sono previsti 13,2 milioni di euro, mentre la programmazione 2023-2027 destina oltre 45 milioni di euro agli interventi per la podolica e il benessere animale”. Pandullo ha inoltre evidenziato come sia “già stato erogato oltre il 65% delle risorse per il benessere animale e oltre il 51% di quelle destinate alla podolica, con l’obiettivo di raggiungere il 100% della spesa entro la fine della programmazione”.
A margine dell’incontro gli assessori regionali Gianluca Gallo e Antonio Montuoro, rispondendo ai giornalisti, hanno ribadito il valore strategico della transumanza: “Una tradizione millenaria della nostra regione, un marcatore identitario. Abbiamo fortemente sostenuto gli allevatori che con resilienza continuano questa attività e continueremo a stare loro vicini, lavorando anche alla filiera della carne podolica”, ha dichiarato Gallo.
Quanto all’obbligo, in molti casi, del trasporto su gomma Gallo ha aggiunto: “Ci preoccupano molto i cambiamenti climatici. Purtroppo ci sono anche le leggi degli uomini e malattie come la tubercolosi bovina, per cui in molti casi è necessario il trasferimento su gomma. Tutto questo fa perdere un po’ di tradizione e d’identità, ma dobbiamo intervenire con determinazione per estirpare la presenza della tubercolosi”.
Montuoro ha invece sottolineato che “l’obiettivo è promuovere e valorizzare una pratica riconosciuta dall’Unesco come patrimonio culturale immateriale, ponendola al centro di un processo di rilancio culturale e di promozione turistica”, evidenziando come la legge regionale 22/2024 rappresenti “il primo concreto passo per valorizzare i tratturi storici e costruire una rete regionale della transumanza”.
“Per il sostegno al settore – ha detto Pandullo – sono previsti 13,2 milioni di euro, mentre la programmazione 2023-2027 destina oltre 45 milioni di euro agli interventi per la podolica e il benessere animale”. Pandullo ha inoltre evidenziato come sia “già stato erogato oltre il 65% delle risorse per il benessere animale e oltre il 51% di quelle destinate alla podolica, con l’obiettivo di raggiungere il 100% della spesa entro la fine della programmazione”.
A margine dell’incontro gli assessori regionali Gianluca Gallo e Antonio Montuoro, rispondendo ai giornalisti, hanno ribadito il valore strategico della transumanza: “Una tradizione millenaria della nostra regione, un marcatore identitario. Abbiamo fortemente sostenuto gli allevatori che con resilienza continuano questa attività e continueremo a stare loro vicini, lavorando anche alla filiera della carne podolica”, ha dichiarato Gallo.
Quanto all’obbligo, in molti casi, del trasporto su gomma Gallo ha aggiunto: “Ci preoccupano molto i cambiamenti climatici. Purtroppo ci sono anche le leggi degli uomini e malattie come la tubercolosi bovina, per cui in molti casi è necessario il trasferimento su gomma. Tutto questo fa perdere un po’ di tradizione e d’identità, ma dobbiamo intervenire con determinazione per estirpare la presenza della tubercolosi”.
Montuoro ha invece sottolineato che “l’obiettivo è promuovere e valorizzare una pratica riconosciuta dall’Unesco come patrimonio culturale immateriale, ponendola al centro di un processo di rilancio culturale e di promozione turistica”, evidenziando come la legge regionale 22/2024 rappresenti “il primo concreto passo per valorizzare i tratturi storici e costruire una rete regionale della transumanza”.

