La Cassazione riapre la battaglia sull’Autonomia, Regioni sempre più divise
La pronuncia della Corte di Cassazione rilancia il centrosinistra nella battaglia all’autonomia differenziata. Le opposizioni – per voce della governatrice sarda Alessandra Todde – provano così a lanciare un aut aut: “il Governo si fermi”. Ma le Regioni del Nord, quelle che hanno già intavolato trattative su alcune materie, non intendono fare marcia indietro, e rispondono con un battagliero Luca Zaia: “noi andiamo avanti. Siamo capofila assieme a Lombardia, Liguria Piemonte anche su questo fronte”. E invita esplicitamente a non votare. Regioni italiane in sostanza sempre più divise sulla riforma della legge Calderoli. Gli ‘autonomisti’ adesso non hanno solo i paletti di incostituzionalità della Consulta da superare -e la definizione dei Lep da portare a casa- ma dovranno probabilmente andare alla conta sull’autonomia. Anche se la parola definitiva sul referendum spetterà alla Corte Costituzionale. La prima reazione di Luca Zaia ha il sapore di una sfida: “abbiamo una novità, pare che ci sarà un referendum -ha detto in Consiglio Regionale Veneto, rivolto alle opposizioni- Ora però avete un problema, cioè quello di trovare i voti”. Proprio sul voto è stato l’altro affondo del governatore leghista: “in caso di referendum, penso che sia fondamentale che chi crede nell’autonomia non deve andare a votare. Mi sembra logico, visto e considerato che questo è un referendum con quorum. Quindi la partita si giocherà su questo punto”. In ogni caso “ad oggi il referendum non è approvato. Serve la Consulta”. Il governo si fermi” ha scandito Alessandra Todde. Senza usare toni trionfalistici, anche Michele Emiliano, dalla Puglia, esprime soddisfazione per l’ordinanza.

