“Occhiu alla sanità”, nel libro di Emiliano Morrone la denuncia-appello per difendere il bene comune della sanità pubblica

“Occhiu alla sanità”, nel libro di Emiliano Morrone la denuncia-appello per difendere il bene comune della sanità pubblica

Il volume di Emiliano Morrone, “Occhiu alla sanità” (Falco Edizioni), è un’inchiesta giornalistica che fa chiarezza sui 15 commissariamenti governativi del Servizio sanitario della Calabria. La tesi di fondo è che la salute è stata ridotta a questione contabile e la regione è divenuta un laboratorio estremo di questa logica, nata con il Trattato di Maastricht e resa ancora più stringente dal Fiscal Compact. Il risultato è desolante, drammatico: ospedali chiusi, reparti deserti, personale carente, bilanci opachi e un indebitamento che peserà fino al 2040, con il mutuo trentennale da 900 milioni contratto dalla Regione con l’ex Tesoro. Morrone mostra come questo scenario derivi da precise scelte politiche e da vincoli europei. L’aziendalizzazione dei servizi sanitari, l’introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione e i criteri imposti dall’Unione europea hanno trasformato la cura della persona umana in un capitolo di spesa da contenere. A sostegno di questa analisi, l’autore richiama anche il parere critico del giurista ed ex ministro delle Finanze Giuseppe Guarino, che aveva denunciato l’illegittimità del Fiscal Compact. La Calabria ha sofferto più di altre regioni perché penalizzata anche dal meccanismo di distribuzione del Fondo sanitario nazionale. Secondo i calcoli riportati nel libro, in quindici anni di commissariamento la regione ha perso almeno 3,5 miliardi di euro. L’inchiesta documenta anche anomalie concrete, spesso poco note. Un caso clamoroso riguarda il policlinico universitario Mater Domini di Catanzaro, cui la Regione ha corrisposto per lungo tempo somme maggiorate calcolate sul dato storico e non sui servizi realmente prestati. Altra vicenda sconcertante è la compartecipazione economica imposta, dal 2009, ai pazienti ricoverati nelle strutture di Riabilitazione psichiatrica: una pratica che ha gravato sulle famiglie per almeno 100 milioni di euro, in aperta violazione del principio di universalità del servizio sanitario. Ampio spazio viene dedicato anche a ciò che manca: una Pediatria universitaria, segno di un sistema che trascura i bambini e i più fragili; una rete di servizi adeguata per i disabili, che restano spesso soli di fronte al peso delle malattie croniche; ospedali attrezzati nelle aree interne e in particolare montane. Morrone racconta pure i casi di Giuseppe Cavallaro, Mariano Guzzo e Luca Garofalo, testimonianze dell’abbandono istituzionale dei disabili e della necessità di rivolgersi fuori regione per ricevere assistenza, con costi insostenibili a carico delle famiglie. Questo quadro deve comportare un cambio di rotta politico. Le divisioni di partito e le convenienze locali devono essere accantonate, perché la questione riguarda l’intero Paese. Con l’aumento delle spese militari e i nuovi tagli annunciati, il pericolo è che la sanità pubblica diventi privilegio di pochi. “Occhiu alla sanità” è insieme denuncia e appello. Il libro chiama le istituzioni e la società civile a difendere la sanità pubblica come bene comune, prima che sia troppo tardi.

 

     Emiliano Morrone, autore del libro