Parte l’anno scolastico, il Mim: assunti 41mila professori. Ma i sindacati: “Oltre 250mila supplenti, precario 1 bidello su 5”
“Crescono le assunzioni del personale docente, concluse con tre settimane di anticipo rispetto allo scorso anno scolastico, e si riducono le reggenze nelle scuole”. E’ soddisfatto il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara. Entro settembre di quest’anno, 41.901 nuovi docenti entreranno in ruolo, pari al 76,8% dei posti disponibili a livello nazionale, il 30% in più rispetto allo scorso anno (erano il 47,6%). Dopo le immissioni in ruolo su posto comune la copertura dell’organico è pari al 97,3%, rispetto al 94% dell’anno scolastico 2024/2025. Un’attenzione particolare è riservata al sostegno: i docenti assunti sono 7.820, per un totale di circa 121.879 insegnanti di ruolo e una copertura di organico al 95,2% (erano l’89% prima di queste nuove assunzioni). Inoltre, per la prima volta – fa sapere il dicastero di viale Trastevere – per garantire la continuità didattica agli studenti con disabilità, potranno essere confermati i supplenti annuali o con nomina fino al 30 giugno per i quali le famiglie hanno fatto richiesta di continuità. Si tratta di quasi 58.000 insegnanti su un totale di circa 120.000 posti. Sul fronte della dirigenza scolastica, le 326 immissioni in ruolo hanno permesso di ridurre il numero di scuole in reggenza, che passano così da 468 a 403, con una diminuzione di quasi il 14%. Infine, dall’1 settembre saranno operativi nelle scuole primarie e secondarie 1.000 docenti specializzati nell’insegnamento dell’italiano agli stranieri, come misura per potenziare l’insegnamento della nostra lingua e contrastare la dispersione scolastica degli studenti stranieri con scarsa conoscenza della lingua italiana. Ma i sindacati mostrano un quadro diverso: per la Flc Cgil e la Uil oltre 250mila saranno quest’anno i contratti a tempo determinato, un dato che, per il segretario della Uil Scuola Giuseppe D’Aprile “certifica un’emergenza sociale”. Solo tra i docenti i contratti di supplenza hanno raggiunto quota 232 mila, di cui oltre 177 mila su cattedre intere e più di 53 mila su spezzoni orari. Anche per il personale Ata la situazione è critica: quasi 1 lavoratore su 5 ha un contratto precario. Particolarmente grave sarebbe la carenza nel sostegno, dove su 7.287 posti disponibili nella mini-call interprovinciale ne sono stati assegnati solo 1.466, lasciando migliaia di posti scoperti, soprattutto in Lombardia e Piemonte e alla scuola elementare. Anche il sindacato Anief parla di ‘flop assunzioni’. Infine, c’è il tema del rinnovo del contratto: gli incontri riprenderanno il 4 settembre ma le parti sembrano lontane. “Tra il 2015 e il 2023 -dice Gianna Fracassi, segretaria Flc Cgil- i salari dei docenti sono diminuiti del 6% rispetto a un aumento medio del 4 % rilevato nei Paesi Ue. Un fatto è certo: il personale della scuola è sottopagato, sono necessarie risorse aggiuntive per aumentare gli stipendi del personale della scuola: a nulla servono le proposte di micro benift o palliativi vari messi in campo nella scuola da Valditara, che mentre da un lato non riesce a spuntare un euro in più per gli stipendi di docenti e Ata, nel disperato tentativo di indorare la pillola amara si inventa un welfare a scapito delle risorse dedicate al funzionamento delle scuole. Ci aspettiamo che il Governo nella prossima legge di bilancio incrementi le risorse per il comparto”.

