Sanità, al San Vito Hospital ricoverata una paziente bisognosa di Riabilitazione ma “tagliata fuori” dall’Asp
La cosa resa possibile dalla generosità della struttura
perchè i posti convenzionati dall’Asp di Catanzaro
lasciano fuori diecine di persone dalla possibilità di cure all’avanguardia
In Calabria c’è una tendenza consolidata a parlare male della sanità. Che molte cose non vadano o possano comunque essere migliorate è un dato sicuro, ma è anche vero che ci sono realtà in campo sanitario di assoluta eccellenza che non vengono valorizzate dal Sistema sanitario regionale e che si impongono all’attenzione di tutti quando ci si rende conto della loro insostituibilità e della loro capacità di dare risposte concrete a chi soffre di varie patologie. In particolare nell’Asp di Catanzaro sono operativi alcuni Centri di Riabilitazione Avanzata, sia residenziale che ambulatoriale, dotati di sistemi robotici e apparecchiature ad alta tecnologia per il trattamento di patologie complesse come sclerosi multiple, distrofie muscolari, esiti di ictus, lesioni midollari; paradossalmente, però, non vengono convenzionate con il Sistema sanitario regionale costringendo i pazienti o a fare i trattamenti in regime privato sostenendo costi che molti non possono sostenere) o a fare la valigia per farsi curare in Lombardia o in altre regioni del nord. Ieri una di queste strutture, il “San Vito Hospital” di San Vito Ionio, ha accolto in modo gratuito il ricovero di una cittadina calabrese che non trovava dove potersi ricoverare per fare la riabilitazione in regime di convenzione. Cosa in verità nemmeno possibile presso il San Vito Hospital perché, nonostante accreditata per 20 posti letto di Riabilitazione estensiva extraospedaliera residenziale e 20 prestazioni al giorno di prestazioni ambulatoriali, nonostante le reiterate richieste dei sindaci del territorio e degli utenti, l’Asp di Catanzaro ha convenzionato solo 9 posti letto rispetto ai 20 accreditati e nessuna prestazione ambulatoriale. Basti pensare che solo nel Distretto sociosanitario di Soverato ci sono attualmente 12 persone in liste di attesa per la riabilitazione e chi sa quante altre hanno rinunciato pure a presentare istanza visto posticipare la riabilitazione significa quasi sempre provocare danni permanenti all’interessato. Il dato ripropone l’interrogativo su come siano programmate le attività territoriali visto che la Regione, addirittura, ha messo a disposizione ulteriori risorse per abbattere le liste di attesa e che però l’Asp di Catanzaro ha ritenuto di non includere anche questa tipologia di prestazioni. E la realtà che si vive ogni giorno, purtroppo, è quella di persone disperate che hanno smesso di curarsi o che, a costo spesso di sacrifici economici e logistici enormi personali e dei familiari, sono costrette a curarsi altrove. Il Presidente Occhiuto ripete spesso che “la sanità calabrese è ora sulla strada giusta” ma sicuramente non conosce le situazioni a cui portano le decisioni o l’inerzia delle Asp che amplificano magari dati meno significativi per far capire che la sanità territoriale funziona; basta infatti recarsi ad un distretto sanitario e chiedere un ricovero in Riabilitazione o in Rsa per avere contezza della situazione impietosa nella quale è costretto il cittadino calabrese che ha bisogno di prestazioni assolutamente particolari che le famiglie non possono certo assicurare. L’auspicio, e il caso della paziente ricoverata gratuitamente a San Vito Ionio deve fare riflettere, è che il sistema sanitario calabrese, e le varie Asp, prendano atto che prestazioni di riabilitazione e di residenza per anziani non autosufficienti non sono un lusso per i cittadini ma rappresentano invece un mattone fondamentale per poter parlare di una sanità calabrese che sia davvero sulla strada giusta.
Nella foto in alto, da sinistra: il marito della donna ricoverata, la sognora ricoverata, il sindaco di San Vito Ionio Antonio Tino e la Dottoressa Lucia Ferrari, dirigente del “San Vito Hospital”







