Usb: “Esclusi dal confronto sulla riforma del Tpl, la Regione sospenda l’iter”

Usb: “Esclusi dal confronto sulla riforma del Tpl, la Regione sospenda l’iter”
“Non contestiamo il diritto di altre sigle a esprimersi ma il criterio con cui la Regione sceglie i propri interlocutori: quando gli inviti sono discrezionali, il confronto istituzionale rischia di ridursi a pratica di amichettismo politico-sindacale”. Lo sottolinea Usb Lavoro Privato – Trasporto Pubblico Locale Calabria, ricordando che per l’esame della proposta di legge sul nuovo Tpl regionale la quarta commissione del consiglio regionale ha convocato per il 3 agosto istituzioni, associazioni, aziende e sindacati di settore, “escludendo Usb, organizzazione nazionale maggiormente rappresentativa e presente anche presso il Cnel. Pochi giorni dopo la stessa Commissione ha invitato separatamente una sigla di rilevanza solo territoriale”.
“Un’eventuale convocazione tardiva – aggiunge Usb – non sanerebbe il metodo scorretto già adottato. Anche i tempi sono indicativi: presentata il 17 luglio, la proposta è stata calendarizzata in audizione appena 17 giorni dopo, a fronte di un dossier di migliaia di pagine. Nel merito, la legge istituisce Amcal, agenzia pubblica a cui vengono accentrati programmazione, gare e controllo dei servizi. Ma dietro la veste pubblica si profila un impianto di partenariato pubblico-privato, finanza di progetto e apertura al libero mercato: la Regione programma e controlla, mentre l’esercizio dei servizi passa ai privati, con il rischio che i costi ricadano su lavoratori e qualità del servizio”.
“L’apertura al mercato non è una soluzione — conclude Usb — ma il meccanismo attraverso cui la scarsità di risorse si traduce in tagli alle corse, aumento delle tariffe, peggioramento dei turni e abbandono delle aree interne”. Usb chiede la sospensione dell’iter e un confronto reale, con tempi adeguati e criteri trasparenti.